Yoga Nidra

Yoga Nidra: riposare profondamente restando presenti

Il corpo può fermarsi mentre l'attenzione continua ad ascoltare.

Nello Yoga Nidra la pratica si svolge prevalentemente in una posizione di riposo, seguendo la voce che guida progressivamente l'attenzione attraverso l'esperienza. Non è necessario eseguire una sequenza di posture: il lavoro avviene soprattutto nell'ascolto, nella presenza e nel modo in cui attraversiamo il riposo.

Fermare il corpo non significa spegnere l'attenzione.

Foto Michela · Yoga Nidra

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Scena: una vera pratica o conduzione di Yoga Nidra.

Composizione: riposo reale, atmosfera raccolta, luce morbida, nessuna estetica da spa.

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Dentro la pratica

Entrare nella pratica: posizione, voce e attenzione

Una pratica di Yoga Nidra comincia creando condizioni semplici: una posizione stabile e comoda, una guida da seguire e un'attenzione che può spostarsi attraverso l'esperienza senza dover controllare tutto ciò che emerge.

Il corpo

Trovare una posizione in cui poter restare

La pratica si svolge generalmente distesi, cercando una posizione sufficientemente comoda da non richiedere continui aggiustamenti. Cuscini, coperte o altri supporti possono aiutare a ridurre lo sforzo necessario per mantenere la posizione.

La guida

Lasciarsi accompagnare dalla voce

La voce conduce progressivamente la pratica, invitando a rivolgere l'attenzione a differenti aspetti dell'esperienza. Non si tratta di cercare di fare tutto “nel modo giusto”, ma di seguire le indicazioni senza forzare.

L'attenzione

Osservare ciò che emerge senza inseguirlo

Sensazioni, respiro, pensieri o immagini possono entrare e uscire dall'esperienza. La pratica invita a notarli senza doverli trattenere o controllare, mantenendo un atteggiamento di ascolto.

Un equivoco frequente

Lo Yoga Nidra non è semplicemente dormire

La parola nidra viene comunemente tradotta come “sonno”, ma durante la pratica non si cerca semplicemente di addormentarsi. Il corpo viene accompagnato verso una condizione di riposo mentre l'attenzione continua a essere coinvolta nell'esperienza guidata.

Durante la pratica

Non devi sforzarti di restare sveglio a tutti i costi

L'attenzione può essere più chiara in alcuni momenti e meno presente in altri. Non occorre trasformare lo Yoga Nidra in un esercizio di controllo: quando riconosci nuovamente la voce, puoi semplicemente tornare a seguirla.

Può esserci

Rilassamento

Quando il corpo non deve sostenere una pratica fisica attiva può emergere una condizione di maggiore rilassamento. Non è però l'unico elemento della pratica: la guida continua a orientare l'attenzione.

Può comparire

Sonnolenza

Quando diminuiscono il movimento e gli stimoli esterni è naturale che possa comparire sonnolenza. Non deve essere vissuta come un errore: quando l'attenzione ritorna, si riprende semplicemente a seguire la guida.

Può succedere

Addormentarsi

Può capitare di addormentarsi, soprattutto quando si è molto stanchi. Questo non significa aver “sbagliato”. Con la pratica si può diventare più familiari con quel confine tra riposo, sonnolenza e presenza.

Lo Yoga Nidra non sostituisce il sonno: è una pratica guidata che utilizza una condizione di riposo per orientare l'attenzione e l'ascolto.

Praticare con Michela

Yoga Nidra in un incontro di gruppo o in un percorso individuale

La stessa pratica può essere vissuta in contesti differenti. Puoi partecipare a un incontro guidato di gruppo oppure praticare Yoga Nidra individualmente con Michela, anche all'interno di un percorso che integra strumenti diversi.

Incontri di gruppo

Una pratica guidata condivisa

Durante un incontro di gruppo tutti seguono la stessa conduzione di Michela, mantenendo però la propria esperienza personale. Non è necessario vivere o percepire la pratica nello stesso modo degli altri.

Non è necessaria esperienza precedente nello Yoga.

Gli incontri vengono proposti in date specifiche, secondo la programmazione di Studio Padma.

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Consulta gli appuntamenti in programma.

Percorso individuale

Una pratica seguita personalmente

Yoga Nidra può essere praticato in una sessione individuale con Michela oppure entrare in un percorso personale insieme ad Hatha Yoga e Viniyoga, quando questa combinazione è coerente con la direzione del lavoro.

Le sessioni individuali possono svolgersi in Studio oppure online.

Se inizi un nuovo percorso individuale, il primo passaggio è la Consulenza Iniziale.

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Sessioni individuali · 60 minuti

Una storia da distinguere

Un termine antico, una pratica guidata sviluppata nel tempo

Le radici dello Yoga Nidra precedono di molto la forma oggi più conosciuta. Per comprenderne la storia è utile distinguere le testimonianze più antiche dalla sistematizzazione moderna della pratica guidata.

Storia e sviluppo

Yoga Nidra: dalle radici tradizionali alla pratica contemporanea

Il nome Yoga Nidra e alcuni temi legati al rapporto tra sonno, coscienza e presenza appartengono a una storia precedente alla pratica guidata che conosciamo oggi. La forma contemporanea non è però un protocollo rimasto immutato dall'antichità: è anche il risultato di sviluppi e sistematizzazioni moderne.

Prima della forma moderna

Un nome e dei temi con radici più antiche

Riferimenti allo Yoga Nidra e a esperienze collegate al sonno consapevole compaiono nelle tradizioni indiane molto prima della nascita delle sessioni guidate contemporanee.

In quei contesti, però, non troviamo necessariamente la stessa successione di voce guida, rotazione dell'attenzione, respiro, sensazioni e visualizzazioni che oggi molte persone associano allo Yoga Nidra.

Nel Novecento

La pratica assume una forma più sistematica

Nel corso del Novecento diversi insegnanti hanno contribuito alla diffusione di pratiche presentate con il nome Yoga Nidra.

Una delle sistematizzazioni che ha avuto maggiore influenza internazionale è quella di Swami Satyananda Saraswati, fondatore della Bihar School of Yoga. A partire dagli anni Sessanta contribuì a presentare Yoga Nidra come una pratica guidata organizzata e accessibile.

La sistematizzazione di Satyananda

Una progressione guidata dell'attenzione

Nella forma resa popolare da Satyananda, la persona rimane generalmente distesa mentre la voce conduce l'attenzione attraverso una successione organizzata di esperienze.

Il percorso attraversa il corpo, il respiro, differenti sensazioni e contenuti immaginativi. All'interno della pratica trova spazio anche il saṅkalpa, una breve formulazione intenzionale personale.

La struttura ha avuto una grande influenza sulla diffusione contemporanea dello Yoga Nidra, ma non tutte le scuole e gli insegnanti utilizzano oggi la stessa identica sequenza.

Una distinzione importante

Radici antiche non significa sequenza antica immutata

Dire che Yoga Nidra possiede antecedenti nelle tradizioni dello Yoga non significa affermare che la pratica guidata contemporanea sia stata trasmessa nella stessa forma per centinaia o migliaia di anni.

È più corretto distinguere una continuità di temi, termini e riferimenti da un processo moderno di organizzazione e trasmissione della pratica.

Domande frequenti

Domande sullo Yoga Nidra

Alcuni chiarimenti pratici per chi si avvicina allo Yoga Nidra per la prima volta o vuole capire meglio come praticarlo con Michela.

Devo avere già esperienza di Yoga?

No. Lo Yoga Nidra non richiede di conoscere posizioni o sequenze e può essere praticato anche da chi si avvicina allo Yoga per la prima volta.

La parte principale consiste nel trovare una posizione sufficientemente comoda e lasciarsi accompagnare dalla guida.

Lo Yoga Nidra e la meditazione sono la stessa cosa?

Non sono esattamente la stessa pratica, anche se possono condividere attenzione, ascolto e osservazione dell'esperienza.

Lo Yoga Nidra viene generalmente praticato distesi e segue una conduzione strutturata che può orientare l'attenzione verso corpo, respiro, sensazioni, immagini e altri elementi. Le pratiche meditative possono invece assumere forme molto diverse.

Che cos'è il saṅkalpa?

Nella sistematizzazione dello Yoga Nidra resa nota da Swami Satyananda Saraswati, il saṅkalpa è una breve formulazione intenzionale personale che viene introdotta all'inizio della pratica e successivamente richiamata.

Non va inteso come una formula magica o come un semplice desiderio: è un elemento inserito all'interno della struttura della pratica.

Devo necessariamente praticare disteso?

La posizione distesa è quella utilizzata più frequentemente perché permette di ridurre lo sforzo necessario per mantenere il corpo.

Se però non è adatta o confortevole, possono essere utilizzati supporti o valutate modalità differenti che permettano di restare il più possibile comodi e stabili.

Posso praticare Yoga Nidra in gruppo oppure individualmente?

Sì. Gli incontri di gruppo permettono di seguire insieme la stessa conduzione, pur vivendo ciascuno la propria esperienza.

Yoga Nidra può essere praticato anche in una sessione individuale con Michela oppure inserito in un percorso individuale insieme ad Hatha Yoga e Viniyoga, quando questa combinazione è coerente con la direzione del lavoro.

Posso praticare Yoga Nidra online?

Sì. Le sessioni individuali di Yoga Nidra possono svolgersi anche online, preparando a casa uno spazio sufficientemente tranquillo e comodo per seguire la pratica.

Per gli incontri di gruppo, invece, la modalità dipende dalla programmazione del singolo evento.

Vivere la pratica

A volte il modo migliore per comprendere lo Yoga Nidra è semplicemente praticarlo.

Consulta gli incontri in programma e scegli il momento in cui concederti uno spazio per fermarti, ascoltare e lasciarti guidare da Michela.

Scopri i prossimi incontri

Non è richiesta esperienza precedente.

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