Hatha Yoga · con Michela Moras
Hatha Yoga: corpo, respiro e presenza
Le posizioni non sono un fine da raggiungere, ma uno spazio in cui osservare il corpo, il respiro e la qualità dell'attenzione.
Michela insegna Hatha Yoga a partire da una pratica radicata nella tradizione e maturata negli anni tra Italia e India. Asana, respiro, permanenze e momenti di quiete vengono vissuti senza trasformare lo Yoga in ginnastica o prestazione.
- In Studio
- Lun · Gio · SabGruppi di massimo 8 persone
- Online
- Lunedì 07:15In diretta su Zoom
- Durata
- 75 minuti60 minuti online
- Prezzo
- Da 18 €Individuale da 45 €
Che cos'è
Corpo, respiro e attenzione lavorano insieme
Nell'Hatha Yoga una posizione non viene vissuta soltanto attraverso la sua forma. Corpo, respiro e attenzione partecipano alla stessa esperienza e si influenzano continuamente durante la pratica.
La posizione come esperienza
Le asana permettono di incontrare il corpo attraverso movimento, stabilità e permanenza: uno spazio in cui percepire appoggi, possibilità, tensioni e cambiamenti.
Un riferimento nella pratica
Il respiro accompagna il movimento, dà ritmo alla pratica e diventa un riferimento durante la permanenza. Ascoltarlo aiuta a percepire come cambia l'esperienza.
Essere presenti a ciò che accade
L'attenzione mette in relazione ciò che il corpo sta facendo con ciò che stai vivendo: sensazioni, equilibrio, fatica e quiete diventano parte della pratica.
Come si svolge
Una lezione ha un filo, non è una somma di posizioni
Ogni passaggio prepara ciò che viene dopo ed entra in relazione con il respiro. Nel modo di insegnare di Michela movimento, permanenza, pause e momenti di quiete costruiscono una progressione coerente: la tradizione resta il riferimento, l'esperienza maturata tra Italia e India ne guida l'applicazione concreta.
La posizione è una forma. La pratica è ciò che accade mentre la abiti.
- Entrare nella praticaraccogliere l'attenzione, percepire il respiro e preparare gradualmente il corpo
- Costruire una progressioneposizioni preparate, collegate e alternate, ognuna in relazione con ciò che la precede
- Dare spazio alla permanenzarestare nella posizione per osservare respiro, sensazioni e cambiamenti
- Integrare la praticapause, compensazioni e quiete finale lasciano spazio a ciò che l'esperienza ha prodotto
Quando e come praticarlo
In gruppo oppure con un percorso individuale
Puoi praticare Hatha Yoga con Michela in un piccolo gruppo, in Studio o online, oppure scegliere un lavoro individuale seguito più da vicino.
Piccoli gruppi
Hatha Yoga di gruppo
- Lunedì · In Studio09:00
- Giovedì · In Studio17:00 · 18:45
- Sabato · In Studio08:00
- Lunedì · Online su Zoom07:15
Lezione singola 18 €, pacchetti da 4 a 24 lezioni validi anche per il Viniyoga.
Percorso individuale
Hatha Yoga individuale
Michela segue direttamente la tua pratica e la adatta progressivamente a te. Il percorso può integrare anche Viniyoga e Yoga Nidra.
- Lezione individuale60 minuti · Studio o online45 €
- Percorso di 4 incontriValidità 60 giorni dall'acquisto160 €
Per chi vuole approfondire
Hatha Yoga: dalle radici medievali alla pratica contemporanea
La tradizione non è qualcosa di immobile: già nella sua storia più antica incontriamo passaggi, contaminazioni e trasformazioni.
Quello che oggi chiamiamo Hatha Yoga non nasce come uno stile di lezione definito una volta per tutte, né dall'intuizione di un singolo maestro: è il risultato di una storia fatta di tecniche, testi, tradizioni differenti e trasformazioni avvenute nel corso di molti secoli.
Le tecniche che verranno progressivamente associate allo Haṭhayoga emergono nell'India medievale, all'interno di ambienti yogici e ascetici differenti. Non compaiono tutte insieme e non possono essere ricondotte a un unico maestro o a una sola scuola. Pratiche rivolte al corpo, al respiro e ai processi interni circolano tra tradizioni diverse, vengono trasmesse, reinterpretate e raccolte in testi che daranno allo Haṭhayoga una fisionomia sempre più riconoscibile.
Tra i testi decisivi per comprendere queste origini c'è l'Amṛtasiddhi, composto probabilmente non oltre la seconda metà dell'XI secolo. Non chiama ancora "haṭha" le proprie pratiche, ma descrive tecniche e principi che diventeranno importanti negli sviluppi successivi. E proviene da un ambiente buddhista Vajrayāna: un esempio concreto di quanto le radici dello Yoga siano più intrecciate di una genealogia lineare.
Anche il nome racconta qualcosa. La lettura oggi più diffusa vuole ha come "sole" e ṭha come "luna", e legge l'Hatha Yoga come unione simbolica di due polarità. È un'interpretazione tradizionale ed evocativa, che però non corrisponde all'etimologia storica: nelle fonti sanscrite studiate dagli specialisti, haṭha rimanda piuttosto all'idea di "forza". Il che non significa praticare forzando il corpo: etimologia antica, tecniche delle fonti e modo contemporaneo di insegnare restano piani distinti.
All'inizio del XV secolo, intorno al 1400, Svātmārāma compone la Haṭhapradīpikā, destinata a diventare uno dei testi più influenti di questa storia. Sarebbe però un errore considerarla il "libro che inventa" l'Hatha Yoga: Svātmārāma raccoglie e organizza insegnamenti che avevano già un percorso alle spalle.
Ed è proprio quel testo a ricordarci quanto sia riduttivo identificare lo Haṭhayoga con le sole posture: comprende un insieme di strumenti molto più ampio. Tra lo Haṭhayoga dei testi medievali e una lezione di oggi restano secoli di storia. Conoscerne le radici non serve a confondere le due esperienze, ma a capire meglio da dove proviene una tradizione che continua a trasformarsi.
Dai miei soggiorni di studio in India
Studiare una tradizione significa anche incontrarne il contesto
Lo Yoga per me non è rimasto qualcosa da imparare solo con la formazione e lo studio in Italia. Negli anni l'India, e in particolare Tiruvannamalai, è diventata parte concreta della mia pratica. Tornarci non significa cercare una versione più "autentica" da riprodurre identica qui, ma guardare alla pratica con occhi diversi. Nelle mie lezioni questo diventa rispetto per le radici, voglia di continuare a studiare e attenzione alla persona che pratica oggi.
«È nel dialogo tra ciò che viene trasmesso e ciò che viene vissuto che una tradizione resta viva.»
Domande frequenti
Domande sull'Hatha Yoga
Devo essere flessibile per praticare Hatha Yoga?
No. La flessibilità non è un requisito e non è l'obiettivo della pratica. Le posizioni si incontrano partendo dalle possibilità reali del corpo, diverse da persona a persona e che cambiano nel tempo.
Posso iniziare anche se non ho mai praticato?
Sì. Non serve conoscere le asana: le prime lezioni permettono di familiarizzare gradualmente con posizioni, respiro e struttura della pratica.
È una pratica fisica o meditativa?
Il corpo ha un ruolo evidente, ma le asana non sono solo esercizi fisici. Movimento, permanenza, respiro e attenzione fanno parte della stessa esperienza: il lavoro corporeo può diventare un modo per raccogliere l'attenzione e sviluppare presenza.
Che differenza c'è tra Hatha Yoga e Viniyoga?
Hatha Yoga indica una tradizione molto ampia, in cui corpo, respiro e altri strumenti dello Yoga hanno un ruolo importante. Il Viniyoga mette al centro il principio di adattare gli strumenti dello Yoga alla persona e all'intenzione della pratica. Scopri il Viniyoga
Quanto spesso è utile praticare?
Non esiste una frequenza valida per tutti. In generale la continuità è più utile di periodi intensi seguiti da lunghe pause; con il tempo alcuni elementi della pratica trovano spazio anche in autonomia.
Cosa devo portare alla prima lezione?
Basta un abbigliamento comodo che permetta di muoversi liberamente. Se per una lezione serve qualcosa di specifico, Michela lo indica prima dell'incontro.
Inizia da una lezione
Prova l'Hatha Yoga con Michela
Una lezione di gruppo costa 18 €, in Studio a Codroipo o online. Non serve esperienza.
